Scuola, la via milanese per i corsi di recupero: basta didattica a distanza si torna in aula

Per la prima volta da fine febbraio la prossima settimana tanti ragazzi torneranno a scuola contemporaneamente per seguire i corsi di recupero. Così le lezioni destinate agli allievi che devono recuperare le insufficienze di giugno diventano di fatto la prova generale per il ritorno in classe del 14 settembre. La maggior parte delle scuole superiori, infatti, intende svolgere in presenza i corsi, che interessano solo una parte degli studenti e non creano problemi di affollamento.

Corsi che si svolgeranno dall’1 settembre, periodo in cui si tengono anche gli esami integrativi per il passaggio tra istituti e la sessione straordinaria degli esami di maturità. Il provveditore agli studi di Milano, Marco Bussetti, ha infatti invitato le scuole con “alunni interni che hanno chiesto di sostenere gli esami nella sessione straordinaria e candidati esterni assegnati, che hanno superato con esito positivo gli esami preliminari” a convocare le commissioni: l’insediamento è previsto lunedì 7 settembre, l’inizio dei colloqui mercoledì 9. Poiché il ministero a giugno ha ammesso la bocciatura solo in occasioni rarissime, permettendo alla gran parte degli studenti di proseguire anche con diverse insufficienze, i ragazzi chiamati (obbligatoriamente) a seguire i corsi sono molti. La modalità di svolgimento è approvata dal collegio docenti e ogni scuola si organizza a suo modo.

Al liceo classico Carducci, per esempio, le 259 insufficienze riguardano 107 studenti, e “come previsto all’inizio dell’estate – spiega il preside Andrea Di Mario – dovrebbero svolgersi dal 7 al 12 settembre in 27 classi dell’istituto”. Il condizionale si impone perché i numeri sulla diffusione del virus preoccupano i dirigenti scolastici, anche in vista della riapertura, sebbene il ministro Azzolina confermi il rientro per il 14 settembre. “Immagino che se a ottobre il governo dovrà adottare misure di emergenza si darà priorità a elementari e medie, che devono operare in presenza, e toccherà a noi scuole superiori passare per un periodo alla didattica a distanza”, ragiona Roberto Garroni, preside del liceo Virgilio, che per i corsi di recupero accoglierà tutti gli studenti (non più di sette per 49 classi interessate) a scuola, mentre per la riapertura punta a ridurre l’affollamento nelle due sedi, che ospitano 1.780 allievi, alternando giornate di lezione in presenza e a distanza, senza dividere le classi.

Ora il tema più urgente è stabilire come intendere i corsi di recupero: per il ministero rientrano nell’attività ordinaria, quindi gli insegnanti sono chiamati a farli gratuitamente, per i sindacati sono un’attività aggiuntiva “da retribuire in base ad accordi di istituto, come avviene per i recuperi estivi – spiega Tobia Sertori, segretario di Flc Cgil Lombardia – , magari con le risorse risparmiate con l’esame di Maturità”. Per i sindacati è una questione contrattuale, poiché solo gli insegnanti di alcune materie svolgeranno i corsi. Per i dirigenti è una questione di responsabilità. “Erogheremo comunque le lezioni, abbiamo preparato due scenari con relativi orari – sottolinea il preside del Virgilio – . Se sono parte dell’attività ordinaria ogni docente dovrebbe seguire la sua classe, altrimenti posso realizzare gruppi misti da affidare a docenti volontari. Se pagassi gli insegnanti e poi si stabilisse che non avrei dovuto farlo, però, sarei accusato di danno erariale”. Il tempo è poco e i dirigenti invocano chiarezza: “I corsi iniziano il 2 settembre, domani dovrò decidere come muovermi – commenta Maria Rizzuto, dirigente dell’istituto tecnico Cattaneo – . Di certo con tanti fattori imprevedibili, a partire dall’andamento dei contagi, almeno su temi organizzativi sarebbe stato bene dirimere i dubbi in anticipo”.


social experiment by Livio Acerbo #greengroundit #repubblicait https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/08/25/news/scuola_corsi_di_recupero_ritorno_in_aula-265422357/?rss