Crema, resti nell’auto bruciata: per la Procura potrebbero essere di Sabrina Beccalli

I resti (prevalentemente ossa) dentro la Fiat Panda incendiata di Sabrina Beccalli, 39 anni, potrebbero essere proprio della donna scomparsa dal giorno di Ferragosto e cercata ovunque. Si profila un giallo nel giallo a Crema, con colpo di scena. L’ostinazione di Alessandro Pasini, 45 anni e unico accusato dell’omicidio della donna, nel dire di aver bruciato il corpo di Sabrina nell’auto spinge ora la Procura di Cremona a non escludere che possa trattarsi di resti umani e non di un cane. Pasini non ha mai negato che Sabrina sia morta, ma ha spiegato che la stessa era stata vittima di una overdose. Dopo di che Pasini ha ammesso di avere bruciato il corpo di Sabrina dentro la Panda di proprietà della 39enne, abbandonata a Vergonzana, frazione di Crema a 2 km da San Bernardino, dove Sabrina e Alessandro sono residenti e vicini di casa, e a 3 km dal probabile luogo della morte della 39enne, a casa della ex di Pasini. Tuttavia i primi esami, da parte di due diversi medici veterinari (uno di ATS Val Padana e uno privato), avevano rilevato, sin dalla domenica successiva al Ferragosto, che quei resti erano di un cane.

Adesso la possibile svolta, che ha spinto la Procura a chiedere al medico legale Cristina Cattaneo, già nota per avere seguito importanti casi di nera in Italia (da Yara Gambirasio a Stefano Cucchi, e non solo), la disponibilità a riesaminare quei resti. «Alla luce delle ricerche – ha spiegato il procuratore Roberto Pellicano – e visto che non è tanto plausibile la speranza di trovare il corpo, poiché il perimetro della scena è stato scandagliato in tutti i modi e in tutte le direzioni, anche con i sommozzatori, e alla luce della ostinazione dell’indagato di sostenere una tesi che, comunque, non è a suo favore, riteniamo utile sottoporre realmente ad una perizia i resti del corpo ritrovati nell’auto». L’analisi dovrà limitarsi alle ossa, perché gli altri tessuti, carbonizzati, non dovrebbero consentire analisi utili alle indagini. Bisogna precisare che il possibile colpo di scena (l’avvocato della famiglia di Sabrina Antonino Ennio Andronico aveva spiegato tre giorni fa che il cognato della 39enne aveva notato i resti e in particolare un canino sporgente dall’arcata dentale, lungo molto più di quelli umani) non andrebbe ad alleggerire la posizione di Pasini.

La confessione dell’uomo – che ha detto di avere cercato di cancellare le tracce, tagliando il tubo del gas della caldaia, nell’intenzione di far saltare per aria la casa dove, a suo dire, Sabrina sarebbe morta per overdose e poi di avere bruciato il corpo nell’auto – va a corroborare le accuse di omicidio (che, in caso di overdose, con eroina e cocaina fornite dal 45enne, sarebbe legato a morte in conseguenza di altro reato, una sorta di via di mezzo, a livello di gravità, tra delitto volontario e delitto colposo), di distruzione di cadavere e di crollo di costruzione. La domanda attorno alla quale tutto ruota è sempre la stessa: perché Pasini ha sentito la necessità di bruciare il cadavere? Per evitare l’autopsia che avrebbe smascherato l’eventuale omicidio volontario, collegato ad una avance sessuale rifiutata? Questa è sempre stata l’ipotesi più credibile per l’accusa, ma le ultime rivelazioni – sostenute anche dall’avvocato della difesa Paolo Sperolini, il quale s’è appoggiato ad una semplice analisi preliminare sulle fotografie delle ossa ritrovate, a cura del medico legale di Codogno Angelo Grecchi – potrebbero cambiare le carte in tavola. Pur senza migliorare le prospettive per Pasini. «Anzi la possibilità che i resti siano effettivamente di Sabrina – ha detto Pellicano – in qualche misura supporta l’ipotesi perseguita dalla Procura dell’omicidio volontario che resta, sul piano logico, l’unica verosimile». Sabrina, alla cui memoria è dedicata la fiaccolata organizzata questa sera alle 20.30 a Vergonzana dalle amiche e dal parroco di San Bernardino don Lorenzo Roncali, ha infatti perso sangue ed è stata sentita chiedere aiuto alle 5 del mattino di Ferragosto: particolari non compatibili con una overdose da stupefacenti.

28 agosto 2020 | 16:44

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