Incontrarsi in un mercato ibrido: a Milano la rivoluzione in otto progetti

La strategia di Palazzo Marino era già chiara, anche prima dell’emergenza Covid: far tornare a nuova vita i mercati coperti di Milano trasformandoli in “spazi ibridi”, come li chiama l’assessora con delega al Commercio Cristina Tajani. Non solo una teoria di banchi di frutta, verdura, carne o pesce, che comunque continueranno a tessere la trama principale magari con l’aggiunta di tavoli e cucine per ampliare l’attività di vendita alla ristorazione e allungare gli orari. Ma anche come “spazi polifunzionali, in cui le idee e le persone possano incontrarsi”. Un piano che punta a riconsegnare da qui alla fine del mandato nel 2021 (altri) otto indirizzi rivoluzionati nelle strutture o nell’offerta.

Da viale Monza, dove per la prima volta è stato assegnato uno spazio a un’università a via Rombon, che diventerà una sorta di distretto al dettaglio dell’Ortomercato. E che, nell’ottica della città post Covid in cui si potranno trovare i servizi a 15 minuti di distanza a piedi o in bicicletta dalla propria ubicazione, acquista ancora più forza: “Perché – dice Tajani – vogliamo che ogni quartiere possa trovare nei mercati un posto dove fare la spesa e un punto di riferimento sociale e culturale”.

Le formule scelte per gli otto mercati coperti che in questo momento sono in attesa del rilancio “sono tutte innovative”, rivendica Tajani. A cominciare dall’assegnazione di uno spazio di 40 metri quadrati in viale Monza, in pieno NoLo, al Politecnico. Che, tra trattorie e ristoranti che hanno rivitalizzato l’attività commerciale, entro fine settembre inaugurerà un laboratorio di quartiere. Il cantiere più radicale dal punto di vista dei lavori, invece, è quello che attualmente è avviato all’Isola: in piazzale Lagosta la riapertura è prevista ad aprile del 2021. E, quello che tornerà a spalancare le porte sarà un mercato rivoluzionato nell’aspetto e negli arredi, il primo tra l’altro “plastic-free”, e non solo. I banchi dove fare la spesa fino “a tarda sera”, hanno promesso i commercianti, ci saranno, ma saranno affiancati da ristoranti – compreso quello dove provare le carni di struzzo e cammello – e attività di aggregazione, culturali e di educazione alimentare.

Un’altra ristrutturazione imponente è quella che attende, e siamo al centro del quartiere Feltre, un mercato come quello di via Rombon. Una struttura degradata e ormai svuotata, che il Comune ha deciso di affidare in luglio (la delibera con la concessione dovrebbe arrivare in giunta a ottobre) alla sua partecipata Sogemi. Ed è proprio il presidente dell’Ortomercato, Cesare Ferrero, a spiegare: “Stiamo ancora decidendo se abbattere integralmente e ricostruire la struttura o riqualificarla. Il progetto comunque sarà pronto entro fine anno in modo da avviare i lavori nel 2021. L’idea è quella di sperimentare un format da lanciare eventualmente anche in altre parti della città: vogliamo che questo luogo diventi un mercato di quartiere e per il quartiere con una forte connessione con l’Ortomercato, dove trovare al dettaglio le merci dei grossisti ma anche ristoranti e servizi innovativi per la zona. Perché, ad esempio, non sviluppare una formula per il ritiro dei prodotti 24 ore su 24?”.

Altri lavori riguarderanno il mercato Morsenchio, dove sono gli stessi commercianti a guidare la rinascita e dove l’inaugurazione è prevista entro la fine dell’anno. Quello che avverrà, sempre con lo stesso mix di vendita, tavolini e spazi aperti ad associazioni e abitanti, in Wagner (qui il cantiere partirà a gennaio per concludersi nella primavera del 2021). In piazzala Ferrara, invece, nel cuore del Corvetto, il mercato ha già riacquistato un’anima in chiave sociale e culturale, con l’associazione La Strada che, insieme con altre realtà e a Fondazione Cariplo, ha pensato anche a cucine di comunità, laboratori, workshop, una portineria di quartiere e una ciclofficina. Al mercato Chiarelli, invece, alla ristrutturazione – il tetto e i servizi igienici – penserà il Comune, mente in Prealpi, Palazzo Marino pubblicherà a ottobre un bando per trovare un unico concessionario. Si cercano idee e proposte. Purché “ibride”.


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