Addio a Daverio, mattatore della vita culturale milanese poi sedotto dalla politica e dalla tv

Col suo papillon, gli occhiali tondi e i modi da dandy pieno di spirito, Philippe Daverio è stato il mattatore della vita culturale e artistica di Milano per oltre 45 anni. A dare la notizia della scomparsa la sua amica Andrée Ruth Shammah, al vertice del Teatro Franco Parenti.

In tanti ne piangono oggi la scomparsa a 70 anni, dopo una malattia che lo aveva visto smagrire, ma non perdere il suo tradizionale modo di fare e di partecipare alla vita cittadina. Gallerista, storico dell’arte, scrittore, saggista, Daverio era nato a Mulhouse in Alsazia il 17 ottobre 1949 da padre italiano, Napoleone Daverio, costruttore, e da madre alsaziana, Aurelia Hauss. Era il quarto di sei figli e aveva avuto un’educazione ottocentesca, pur senza laurearsi. A Milano lo conoscevano tutti fino dagli anni Settanta quando aprì la sua “Galleria Philippe Daverio”, in via Monte Napoleone 6, dove si occupava prevalentemente di movimenti d’avanguardia della prima metà del Novecento. Ne aprì una seconda a New York nell’86. Come gallerista ed editore ha allestito molte mostre, e pubblicato una cinquantina di titoli, tra i quali ricordiamo: Catalogo ragionato dell’opera di Giorgio De Chirico fra il 1924 e il 1929; Catalogo generale e ragionato dell’opera di Gino Severini.

Il suo exploit fuori dal mondo dell’arte, il salto nella politica avvenne nel ’93, quando venne chiamato a fare l’assessore all’Educazione e alla Cultura dal primo sindaco leghista di Milano, Marco Formentini. A Palazzo Marino, Daverio non tardò a farsi riconoscere per la sua vasta erudizione ma anche per quel gusto della provocazione che lo portò a scontrarsi per esempio con le mamme che protestavano per le lunghe liste d’attesa nei nidi. Daverio le accusò di non volersi occupare dei loro figli, scatenando polemiche a valanga. Dopo la parentesi politica, Daverio tornò a occuparsi di arte, sbarcando però anche in televisione. Qui divenne un volto amato da un vasto pubblico che gli riconosceva la grande capacità di divulgare i temi dell’arte nella storia. Che lui proponeva anche con format dedicati al viaggio attraverso l’Italia.

in riproduzione….

Il ministro Franceschini: Un intellettuale di straordinaria umanità

“Intellettuale di straordinaria umanità, un capace divulgatore della cultura, uno storico dell’arte sensibile e raffinato. Con sagacia e passione, ha accompagnato le italiane e gli italiani nell’affascinante scoperta delle architetture, dei paesaggi, dell’espressione creativa, degli artisti, delle fonti del nostro patrimonio culturale. Tutto questo era Philippe Daverio, un uomo di cui ho sempre apprezzato la grande intelligenza e lo spirito critico e che già manca a tutti noi”. Così il ministro per i Beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, dopo aver appreso la notizia della scomparsa di Philippe Daverio.
 

Il sindaco Sala: “Mi ha sempre colpito la sua libertà di pensiero”

“Con Philippe Daverio scompare uno dei grandi protagonisti della vita culturale di Milano degli ultimi decenni. Daverio è stato un innamorato di Milano cui ha sempre dato la forza della sua originalità e della sua competenza, dal Comune alla Scala fino al Museo del Duomo e a Brera. L’ho visto all’opera in tanti frangenti, non sempre ho condiviso le sue posizioni, ma mi ha sempre colpito la sua libertà di pensiero”. Così su Facebook il sindaco di Milano, Beppe Sala. “Soprattutto Milano e l’Italia devono allo spirito internazionale e alla capacità comunicativa di Philippe la sua lotta in difesa del bello e dell’arte del nostro paese di cui fu un instancabile e geniale divulgatore. Grazie, Philippe, and ‘save Italy’!”.
 

Il governatore Fontana: “Era geniale, per certi aspetti unico”

“Geniale, per certi aspetti unico. Passione e competenza hanno caratterizzato la sua esistenza, sempre segnata da un’energia e una voglia di fare dirompenti. Aveva la Lombardia nel cuore e lo ha dimostrato in mille occasioni con saggi, romanzi, video e i tante altre espressioni”, ha detto il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana. “La Regione e i lombardi lo ricorderanno sempre con affetto e con quella familiarità che sapeva trasmettere in maniera ineguagliabile. Grazie di tutto Professore riposa in pace”.

Il ministro Gualtieri: “Faceva tv sull’arte di grandissima qualità”

“Dispiace molto per Philippe Daverio, era un grande storico dell’arte e ha dimostrato di saper fare una televisione sull’arte di grandissima qualità”, ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ospite di Agorà Estate, su Rai Tre.

“Amico mio ….il tuo silenzio per sempre è un urlo lancinante stamattina” ha scritto Shammah su Instagram, dando notizia sui social della morte dell’amico. Ha commentato Emanuele Fiano del Pd: “Andree Ruth #Shammah ci da purtroppo notizia della scomparsa di Philippe #Daverio uomo di grande cultura, simpatia e umanità. Una grande perdita per #Milano e per tutti. Sono molto addolorato per la sua scomparsa. Sia lieve a lui la terra”. “Una gravissima perdita – ha aggiunto il presidente dell’Anpi provinciale di Milano Roberto Cenati – per il Paese, per Milano, per la cultura, per tutti noi”.


social experiment by Livio Acerbo #greengroundit #repubblicait https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/09/02/news/addio_a_daverio_mattatore_della_vita_culturale_milanese_poi_sedotto_dalla_politica_e_dalla_tv-266035377/?rss