I fondi della Lega, parla il prestanome: “Volevano vendere la sede del Carroccio per paura del sequestro”

“Volevano vendere la sede della Lega di via Bellerio”. Luca Sostegni, il prestanome dei commercialisti leghisti, lo racconta nel suo terzo interrogatorio del 29 luglio scorso. Spiega come anche per la storica sede della Lega doveva replicarsi l’operazione dell’immobile di via Cormano, da destinare alla Lombardia Film Commission. Regista dell’operazione, su mandato dei vertici del Carroccio, ancora i commercialisti Michele Scillieri e Alberto Di Rubba, finiti ai domiciliari insieme al collega Andrea Manzoni. “Michele si vantava delle amicizie che aveva con Di Rubba e altri esponenti locali della Lega, tanto da avere ricevuto un incarico per cercare di vendere la sede della Lega di via Bellerio – racconta al procuratore Eugenio Fusco e al pm Stefano Civardi -. Ricordo che c’era fretta di concludere l’operazione, perché trattandosi di un immobile di proprietà della Lega Nord, si correva il rischio di sequestro della procura di Genova, in relazione alle indagini per la truffa sui rimborsi elettorali”.Sostegni accompagna Scilllieri e l’architetto Federico Arnaboldi, per un sopralluogo in via Bellerio. “Di Rubba è venuto a prenderci e ci ha portato dentro, si è parlato della volumetria e della somma che si sperava di realizzare. L’intenzione era di vendere a un ipermercato. In realtà, viste le dimensioni dell’area, si pensava che una parte potesse essere adibita a supermercato e il resto poteva ospitare degli appartamenti. Ci siamo lasciati con l’intenzione di riaggiornarci. Poi, quando la procura di Genova ha disposto il sequestro, non se n’è fatto più nulla”.

Sostegni ha raccontato di un conto in Svizzera collegato alla fiduciaria milanese Fidirev su cui sono finiti i 400 mila euro, parte della compravendita ritenuta ‘gonfiata’ dell’immobile a Cormano da parte di Lombardia Film Commission e su cui operava di fatto Scillieri. E’ quanto emerge dall’interrogatorio tenuto dal gip lo scorso 18 luglio. Il verbale di Sostegni è tra gli atti dell’indagine depositati che giovedì scorso ha portato ai domiciliari Scillieri,  Manzoni a Di Rubba, i tre commercialisti legati al Carroccio e l’ultimo pure ex presidente di Lfc e direttore amministrativo al Senato, e una quarta persona.

“Allora questa Fidirev è una società che mi è stata sottoposta … cioè Scillieri mi ha presentato, che dovevamo fare questo conto in Svizzera della Fidirev, che è una fiduciaria dove questi 400 mila euro sarebbero ritornati versati in questa Fidirev, dove Scillieri aveva la mia firma per operare sul conto, e poi da lì io non so dove sono andati a finire i soldi”. Il presunto prestanome ha spiegato al giudice che Scillieri avrebbe versato “50.000 euro a settimana” sul suo conto personale e io li giravo su questo conto della Fidirev, ma è tutto”.

Sono nove in totale gli indagati per peculato nell’inchiesta sul caso Lombardia Film Commission. Oltre ai cinque ai quali è stata applicata la misura cautelare, tra cui i tre commercialisti di fiducia della Lega e il prestanome Sostegni, figurano anche Pierino Maffeis, Elio Foiadelli e Vanessa Servalli, amministratori di società riconducibili ai professionisti finiti ai domiciliari. Ed è indagato, come si sapeva, anche l’imprenditore Francesco Barachetti. Emerge dalla richiesta di rogatoria in Svizzera depositata negli atti dell’indagine. Nella rogatoria del 18 agosto i pm parlano anche della “società di sede panamense che scherma un conto in Svizzera”, finita anch’essa al centro delle indagini.
 
Sostegni ha parlato anche di un’altra “vicenda”, che emerge pure in altri atti dell’inchiesta. “Riguarda Di Rubba e Manzoni – ha chiarito – e ha per oggetto il noleggio auto. I fatti non sono di mia diretta conoscenza ma mi sono stati raccontati da Scillieri”. La “società di noleggio auto di Di Rubba e Manzoni – ha aggiunto – ha noleggiato auto alla Lega per un fatturato pari a circa un milione e 200mila euro, la cifra è sproporzionata e anche in questo caso Scillieri dubitava che tale ingente somma di denaro fosse realmente in contropartita del noleggio di autovetture, e dubitava anche che fosse rimasta nella totale disponibilità dei due commercialisti”.
Sostegni ha messo a verbale anche che “parte delle somme pagate a Barachetti”, imprenditore vicino alla Lega accusato di peculato, “per i lavori di ristrutturazione” del capannone di Cormano (Milano) “venivano retrocesse a Manzoni e Di Rubba”.

E ancora: “Quando Scillieri parla dei ‘cassetti mentalì e quando dice ‘se parlo io viene fuori il finimondò si riferiva anche a questa doppia retrocessione, cioè i soldi che da Barachetti finivano a favore di Di Rubba e Manzoni. Scillieri – ha proseguito – sa sicuramente molte cose, e se parlando di cassetti mentali ha fatto cenno anche ai famosi 49 milioni dei rimborsi elettorali, io non escludo che possa saperne qualcosa”.

L’ex assessora Cappellini: “Di Rubba uomo di fiducia di Salvini”

“Il nome di Di Rubba circolava come quello che doveva mettere a posto i conti della Lega, e non solo di Film Commission. Se ne parlava come uomo della svolta, per competenza e serietà. Era uomo di stretta fiducia di Salvini, faceva parte del suo entourage e gli incarichi che poi ha ricevuto all’interno del partito costituivano dimostrazione di queste voci”. Lo ha messo a verbale, davanti ai pm di Milano, l’ex assessora lombarda alla Cultura Cristina Cappellini, parlando di Alberto Di Rubba, uno dei tre commercialisti di fiducia del Carroccio arrestati giovedì scorso. “L’indicazione della candidatura di Di Rubba – ha aggiunto – come persona giusta al posto giusto (alla presidenza di Lombardia Film Commission, ndr) è derivata da Centemero”, tesoriere e deputato della Lega.

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“Di Rubba veniva dall’entourage di Salvini”, ha aggiunto l’ex assessora che è stata sentita a fine luglio scorso dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco nell’inchiesta milanese di cui è titolare anche il pm Stefano Civardi. Il verbale è stato depositato assieme a migliaia di atti da cui risultano, tra l’altro, una serie di movimentazioni sospette sui conti di società riconducibili a Di Rubba, direttore amministrativo della Lega al Senato, e ad Andrea Manzoni, revisore contabile per il Carroccio alla Camera. I due saranno interrogati domani dal gip Giulio Fanales, così come gli altri due arrestati, il commercialista Michele Scillieri e suo cognato Fabio Barbarossa.

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Intanto oggi proseguono le attività del Nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza nella sede della Barachetti service, di proprietà dell’imprenditore Francesco Barachetti indagato per peculato. Società che, stando agli atti, avrebbe ricevuto negli anni circa 2 milioni di euro dalla Lega. Le perquisizioni nell’azienda al centro di un nuovo filone di indagini, anche su presunti ‘fondi nerì riferibili al partito, sono scattate giovedì scorso e oggi la finanza prosegue con le attività già iniziate. Allo stesso modo, vanno avanti le attività dei finanzieri anche nello studio di Scillieri, il quale, secondo il prestanome Luca Sostegni che sta collaborando coi pm, era la “mente” di diverse operazioni.

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