Milano, scuola Primaria Guicciardi: primo giorno, mancano insegnanti e bidelli

Biro e matite «di riserva» nel corredo scolastico, perché per le norme antiCovid fra compagni di classe non ci si può prestare nulla. Una palestra trasformata in classe, altre mini aule di emergenza ricavate nei corridoi. Intervalli in orari diversi, per non incontrarsi in bagno. E pranzo in classe, che viene sanificata prima e dopo il pasto. Queste le novità che hanno trovato a scuola gli studenti dell’Istituto di via Guicciardi, a Dergano, diretto da Laura Barbirato. Una ripartenza centellinata: lunedì solo le prime, nei prossimi giorni le seconde, terze e quarte per qualche ora al mattino, poi ci saranno le votazioni. Si riprenderà con il tempo ridotto dopo le elezioni, per poi cominciare con il tempo pieno, organico permettendo, da ottobre. Se, infatti, il piano antiCovid è redatto nei minimi particolari «mancano ancora 50 insegnanti, più di un terzo del nostro corpo docente e una parte del personale ata» racconta il coordinatore di plesso Dario Perego.

La scuola, divisa in tre plessi (due per le primarie e uno per le medie) accoglie 1500 alunni. «Abbiamo dovuto allestire ogni spazio disponibile e, nonostante questo, alle medie ci saranno doppi turni. Per accogliere tutti i nostri ragazzi e seguire le regole del comitato scientifico avremmo avuto bisogno di una intera scuola media nuova. D’altronde, il quartiere si è popolato di molte famiglie in questi anni e abbiamo già una lista d’attesa», spiega il vicepreside. Lunedì, al benvenuto dei «primini», i piccoli si sono seduti in cerchio in cortile, i genitori (uno solo ammesso) li osservavano dalle gradinate. Poi il gruppo si è diviso: i genitori con il vicepreside che ha spiegato il regolamento e le procedure anti coronavirus, i bimbi coi maestri. «Fino a qualche giorno fa ero preoccupata ed ero anch’io tra quelli che facevano polemica. Vedere invece coi miei occhi quello che hanno stabilito e l’incontro tra maestri e bimbi mi ha molto rincuorato. Bisogna imparare ad avere fiducia» racconta Giovanna, mamma di Matteo e Emma. Tra i genitori e i ragazzi tanta voglia di lezioni in classe e poca di didattica a distanza. «L’abbiamo vissuta l’ultimo anno di materna – spiega una mamma – Ma riuscire a far lavorare una classe con la didattica online era difficilissimo. Durante il collegamento tutti chiacchieravano e riuscire a far fare un lavoretto a distanza era impossibile, a meno che il genitore non fosse presente». Tanta emozione, i bimbi che adocchiano i nuovi compagni dietro la mascherina. «Abbiamo provato la febbre stamattina e siamo arruolabili – scherza un papà – C’è emozione, ci siamo svegliati tutti prima del previsto, nostra figlia è entusiasta, speriamo lo rimanga sempre».

Accanto alla scuola primaria c’è anche la scuola materna Guicciardi, che confina con il cortile. I bambini giocano nel giardino, stato diviso in quattro ambienti, delimitati da nastro isolante. Sono le cosiddette «bolle» e i piccoli sanno che non devono mischiarsi ai compagni di altre classi. «In questi giorni privilegiamo le attività all’aperto. Le classi sono 8 che si alternano e nel frattempo vengono sanificate ripetutamente», dice la preside Stella Brenna. In giardino le educatrici indossano camice monouso, visiera e mascherina. «Per preparare i bambini abbiamo fatto una videochiamata di classe prima dell’inizio delle lezioni, spiegando tutto, così quando sono arrivati erano già preparati e non ci hanno fatto caso più di tanto», spiega un’insegnante.

14 settembre 2020 | 17:59

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